C'è chi fa parte del problema, chi della soluzione e chi invece del paesaggio. Scegliete pure liberamente, tanto qualche calcio in faccia spetta a tutti. Ma con molto stile.

Eccomi

Utente: JDeMolay
Nome: Il movimento aggressivo. L'insonnia febbrile. Il passo di corsa. Il salto mortale. Lo schiaffo. Il pugno.

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mercoledì, 06 maggio 2009
IO SONO NORMALE

Cioè. Se mi guardate con le faccie stranulate quando sostengo che no, non va tutto bene e no, non è tutto normale e no, "adesso parlo io" non si può leggere e no, non è affatto un genio e tutto questo non riesco a mandarlo giù, siete voi che avete problemi. Io sono normale. Sono solo circondato da gente che ha gli stessi problemi vostri.

Postato da: JDeMolay a 12:34 | link | commenti

martedì, 14 aprile 2009
La danza degli sciacalli all'Aquila

Me ne sono accorto subito, appena sono arrivato al campo alla periferia dell’Aquila che ospita alcuni volontari della protezione civile ed alcune famiglie.

Mi sono immediatamente reso conto che anche in questa tragedia, gli sciacalli dell’informazione sono arrivati prima degli altri, e ora buona parte dell’informazione si sta livellando ai loro latrati.

Ho passato i 2 giorni dopo il terremoto in uno stato di semi-incoscienza, incapace di staccare gli occhi dagli aggiornamenti in tempo reale dei siti internet, dalle immagini dei telegiornali, dai continui bollettini. Coltivando un malessere indescrivibile, che non tutti possono capire davvero.

Quando sono arrivato al campo, mi sono reso conto subito che una buona parte di quel malessere non era dovuto alla tragicità degli eventi o alla sofferenza della popolazione, ma agli sciacalli dell’informazione.

Lavorando all’Aquila insieme alla protezione civile ho fatto davvero fatica a distinguere gli Aquilani dagli altri volontari venuti a prestare loro soccorso e assistenza. Non ho visto nessuno lamentarsi, disperarsi, cedere alla paura del futuro o alla pena per il presente. Di giorno, le tendopoli brulicavano di soccorritori al lavoro, ma anziani e qualche bambino a parte, erano poche le tracce degli ospiti. Erano tutti affaccendati, impegnati, con le maniche rimboccate. Anche i ragazzi più giovani, le donne. Tutti.

L’unico Aquilano (una donna) in lacrime, l’ho vista in un telegiornale. L’intervistata era nel campo di piazza d’Armi. Il più grande e per questo l’unico battuto dai media tra gli oltre sessanta campi allestiti tra il capoluogo ed i piccoli centri che lo circondano. Il giornalista, il secondo o terzo giorno dopo il sisma, tempesta la donna di domande sulla sua condizione. In un campo ancora in via di urbanizzazione, la donna, sopravvissuta ad un sisma ed accampata in tenda, risponde ostentando un sorriso pieno di dignità e fierezza, fino a quando il giornalista-sciacallo chiede “vi siete potuti lavare?”. Lo sciacallo riesce nel suo intento, la donna crolla, primo piano stretto sulle lacrime, qualche minuto di sofferenza vera girato in tempo per la successiva edizione del tg.

Io lo sapevo quanto di falso ci fosse in certe riprese, certi montaggi, certe foto. Ma vederlo di persona ti fa salire il sangue al cervello, di fa venire voglia di prendere a calci macchina da presa, operatore giornalista e tutto quanto il resto del fottutissimo circo che si portano dietro.

Come quando ne vedi uno con una macchina fotografica gigante che sistema un triciclo su un cumulo di macerie, lo impolvera, e lo fotografa. O quando lo stesso chiede ad un bambino di sedercisi per un attimo, con le tende sullo sfondo. Poco importa se la foto ritrae un finto dolore e della finta sofferenza, e se subito dopo lo scatto il bambino torna di corsa nella “tenda giochi” allestita dai volontari.

La “tenda giochi”. In questi paesini di montagna i bimbi non sono molti, e tanti le mamme ed i papà li hanno portati negli alberghi sulla costa abruzzese. Le tende piene di giocattoli allestite per loro, non sono quasi mai affollate di bambini. Lo sono sempre di giornalisti ed operatori. Che fanno la fila per una ripresa, una foto, qualche domanda. Per raccogliere un po’ di immagini che inteneriscano il cuore ed alzino lo share, senza fregarsene di chi o cosa c’è dietro a certe immagini.

E quando non fanno la fila per sfruttare i bimbi si accalcano intorno alle persone che aspettano gli autobus che portano gli sfollati verso la costa, nella speranza che chi parte sia il più disperato, il più debole, e che possa condividere con loro, il pubblico e gli sponsors disperazione e debolezza.

Ora leggo un pezzo dell’ennesimo giornalista – sciacallo sul solito grande quotidiano. Parla di cessi chimici che non funzionano. Di file per i pasti. Di noia.

Sicuramente nel campo più grande dell’Aquila, ci sono anche queste cose. Ma sono marginali rispetto alla realtà di un popolazione fiera che sta insegnando al mondo cosa significa soffrire con dignità, non arrendersi, rialzare la testa e pensare al domani. Sono marginali, collaterali, minoritarie.

Come lo sono le lamentele e le lacrime, che di persona non ho mai potuto vedere. Ma delle quali ho letto resoconti particolareggiati e romanzati sui giornali.

 

Postato da: JDeMolay a 15:59 | link | commenti (1)
media, protezione civile, informazione, giornalisti, laquila, terremoto

lunedì, 23 marzo 2009
UCCIDI IL MILITANTE CHE C' E' IN TE

Facciamo a capirci.

Leggo da tutte le parti, anche a firma di commentatori che scrivono sempre cose molto intelligenti (come in questo caso) di quanto sia bella, valida, intelligente, coraggiosa, rivoluzionaria la scelta di far confluire An nel PdL, e di come lo scioglimento del partito, decretato lo scorso fine settimana, porterà alla destra speranza, futuro, vittorie, cortesia e ampio parcheggio.
Tutti li a dire che non bisogna guardarsi indietro, fare i nostalgici, restare attaccati ai simboli, al vecchio "armamentario ideologico" e via dicendo.

Mi vengono i brividi. Sapete perchè? Perchè già li vedo, i pensatori della nuova-nuova destra (che a Fiuggi c'era la nuova destra, questa è nuova-nuova) puntare il dito contro chiunque si arrischi a muovere critica al Pdl per etichettarli come "nostaligici". O attaccati ai vecchi simboli. O all'armamentario ideologico.

Non senza un certo sforzo, voglio prendere tutto per buono. Fidarmi ciecamente dell'ex presidente di An ed eroicamente lanciarmi verso il futuro. Mi dovete permettere di storcere il naso davanti ad alcune cose, senza per questo pensare che io un residuato bellico. In estrema sintesi, non è possibile derubricare ogni critica come incapacità di capire o vivere il nuovo.

Non è arroccamento nelle vecchie posizioni farsi venire il vomito per Mastella candidato nel Pdl. Non è scoria dell'armamentario ideologico incazzarsi per il protrarsi del cuffarismo in Sicilia. Non è per l'attaccamento ai simboli che mi incazzo se la destra resta muta di fronte ad un parlamento di nominati, veline e incapaci.

Facciamo a capirci. Non è per attaccamento al vecchio che mi incazzo se Berlusconi chiede che siano solo i capigruppo a votare. Mi incazzo perchè è una stronzata madornale. Nuova, futuribile e moderna quanto volte, ma sempre una stronzata.

Postato da: JDeMolay a 17:07 | link | commenti (3)
politica, attualità, berlusconi, alleanza nazionale, fini, an , pdl

lunedì, 16 marzo 2009
L'ora delle decisioni irrevocabili

(Rubrica minima di decisioni e proclami che, come il titolo stesso dice, sono destinate ad essere disattesi).

Ho deciso che: SONO UN SOCIOPATICO

 

Postato da: JDeMolay a 10:02 | link | commenti (1)

giovedì, 12 marzo 2009
Internet, il dito e la luna

Nel giorno in cui, grazie a Sergio Maistrello scopro una Interessante teoria che spiega gli effetti positivi dell'uso di internet in adolescenza, mi accorgo mio malgrado e per caso che dalle pagine di Libero il pensatore (sedicente di destra) Marcello Veneziani tuona contro l'ultimo coscritto nelle fila dei mali assoluti: internet.

Continuo a vedere (ma sono io o li vedete anche voi?) turbe di sapienti che incapaci di spiegarsi cosa non va nei gggggiovanid'oggi si scagliano verso gli aspetti della vita dei loro figli e nipoti che meno comprendono. Internet è quindi un naturale nemico.

I ggggggiovanid'oggi di motivi per incazzarsi ne hanno 1000 e 1, ma i vecchi (pensatori e sapienti, per carità, ma sempre vecchi) preferiscono continuare a fissare il dito che punta la luna alla ricerca di un pò di sporco sotto le unghie. Continuate così. Alla fine, vi chiederete “come mai”.

Postato da: JDeMolay a 11:39 | link | commenti (2)
informatica, internet, giovani, società

mercoledì, 11 febbraio 2009
Sempre a proposito di teleinformazione

Come non dare loro ragione?

 

Postato da: JDeMolay a 13:58 | link | commenti

martedì, 10 febbraio 2009
Riposa in pace, Italia.

Sulla vicenda di Eluana Englaro questo paese ha davvero toccato il fondo.

Una classe politica che si divide lacerando il paese su una vicenda drammatica quanto privata, mentre è incapace di affrontare seriamente il dramma sociale (ad esempio...) delle morti sul lavoro.

Pezzi dello stato che incapaci di una reazione dignitosa davanti agli scacalli del "votomoderato", aprono inchieste su cliniche fino a poco tempo prima convenzionate, indagano, scavano, approfondiscono.

Amministratori che accolgono i malati sulle prime pagine dei giornali, poi nel caso, li sistemano anche da qualche parte. Ma dopo la conferenza stampa.

Un sistema dell'informazione che sbatte il dolore (ripeto, privato) in prima serata, che quando non lo fa è solo per salvare il grandefratello, e che da tutto in pasto alle passioni di pancia di un popolo capace solo di spaccarsi, schierarsi, dividersi. Sempre dal divano di casa però.

Ed infine, ma soprattutto, una opinione pubblica incapace di ribellarsi al gioco di chi usa la morte per cercare qualche voto, di chi usa la morte per aumentare di un punto lo share, di chi usa la morte per dire la sua. Una opinione pubblica che anche su una vicenda tanto dolorosa, tanto intima, tanto unica, aspetta di sentir parlare il leaderino di turno per sapere come deve pensarla.

Andate affanculo tutti.

Postato da: JDeMolay a 10:22 | link | commenti

venerdì, 30 gennaio 2009
Comunque la pensiate, a proposito di Bologna

Lei è un grande giornalista. Lui il grande faccendiere.

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/pazienza-gelli/pazienza-gelli/pazienza-gelli.html

Un uomo dal quale non comprerei nemmeno un'auto usata. Ma possibile che anche lui, parlando di Bologna, sostenga una tesi completamente diversa da quella accettata dai nostri benemeriti triubunali.

Comunque la pensiate, comunque vogliate pensarla, per me Luigi Ciavardini è innocente.

Postato da: JDeMolay a 11:37 | link | commenti

venerdì, 26 settembre 2008
GRAZIE COSSIGA, VICE BRIGADIERE D'ONORE

Da corriere.it: "Francesco Cossiga, da sempre vicino all'Arma dei carabinieri, non nasconde il proprio disappunto per l'approdo in tv, ad Annozero, di Margherita Granbassi, «un maresciallo che ha il ruolo di una "velina"». Ciò non gli impedisce di commentare la novità con il suo proverbiale gusto per i paradossi".

Almeno si fossero limitati alle fiction, lottizzate dai vari corpi armati come la rai lo è dai partiti. La Russa, almeno il Maresciallo dei Carabinieri nel ruolo di velina poteva risparmiarcelo, come d'altra parte aveva giustamente suggerito il comando dell'arma. Ma no, ormai siamo in tempi di spettacoli decadenti e mezzucci per rabbonire il popolo minorenne.

La grambassi non farà dimenticare giornate nere come quelle di Genova, Ministro. L'Arma dei Carabinieri, se non vi viene in mente qualche altra cazzo di genialata, è perfettamente in grado da sola di dimostrare quello che vale. A quelli che invece che in tv stanno sulle gazzelle (o le pantere), e rappresentano uno Stato che dietro dietro continua a prenderli a calci nel culo, vorrei dire "grazie".

 

IT'S DEFINITELY NO RIGHT

 

Postato da: JDeMolay a 11:09 | link | commenti (4)
cronaca, informazione, militari, polizia, attualità, società, carabinieri, partiti, morale, esercito, cossiga

venerdì, 19 settembre 2008
KAMIKAZE EPIFANI

Se anche tutti gli altri sindacati confederali parlano di "suicidio sindacale", si vede proprio che stavolta il compagno Epifani ha fatto una bella cazzata.

Alitalia in vendita

Ma siamo sicuri che ci fossero solo beghe e logiche sindacali a governare le scelte azzardate del segretario della Cgil? Non sarà per caso che stesse cercando di evitare che il Cav. potesse bearsi davanti alle telecamere dell'ennesima vittoria, tanto per fare un favore agli amici del piddì?

Sta di fatto che qualcuno deve aver già trovato un nuovo lavoro ai tanti piloti, hostess e steward di Alitalia, dato che ieri sera alla notizia della rottura delle trattative (e di conseguenza del loro praticamente certo licenziamento) hanno fatto festa grossa. Oppure sanno di potersi attaccare di nuovo alle mammelle dello stato, campicchiando di ammortizzatori sociali?

 

Postato da: JDeMolay a 12:41 | link | commenti (3)